di F. P.
Il concetto di accettazione passiva è difficile da spiegare e si presta a numerosi fraintendimenti. La storia che vi voglio raccontare è conosciuta anche come strategia della gradualità.
«Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola e l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale e, adesso, l’acqua è calda.
Un po’ più di quanto la rana apprezzi.
Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita e non ha più la forza di reagire. Allora si adatta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce bollita».
Questa storia ci fa capire che, quando un cambiamento avviene in maniera graduale, spesso sfugge alla coscienza e non suscita alcun tipo di reazione.
Se l’acqua fosse stata già bollente, la rana non sarebbe mai entrata nel pentolone o, se fosse stata immersa direttamente in acqua a 50 gradi, avrebbe dato un colpo di zampa e sarebbe balzata fuori.
Purtroppo, la situazione della rana nel pentolone è simile a quella in cui si trovano molte donne che faticano a uscire da una relazione violenta. Anche questa è una forma di violenza: la vittima spesso non si accorge di trovarsi in una situazione molto pericolosa, soprattutto quando la violenza si con
