di M.B.

L’Istituto penale incorpora l’idea di pena e sofferenza, di separatezza e di distacco dalla realtà della vita. Però vi accadono magie lampanti e non previste.

L’iniziativa immaginifica della prof. Masotina, profonda e spiazzante, dell’incontro di poesia con Maria Francesca Piragine ha procurato l’incantesimo.

Una platea muta, incredula, affascinata ha accolto l’autrice: lentamente, un pubblico non abituale a queste occasioni, eppure sincero, schietto, catturato dal fascino della parola, ne ha condiviso le suggestioni, con emozione.

“La poesia è l’arma di un’incapace”… I presenti tutti hanno seguito quelle parole per tutta la durata dell’incontro, come a seguire il pifferaio di Hamelin…

Inseguendo immagini di inesausta stanchezza, di dolente gioiosità, di una datata e mai perduta giovinezza. Evocazioni potenti che hanno lievitato menti, cuori, sentimenti.

In un tempo breve ma immenso, consegnando all’autrice la gratitudine di chi ha vissuto la meraviglia dell’incontro.

Grati all’emozione di chi le emozioni conosce;
grati a questo imperfetto capire;
grati a te, M. Francesca, per la delicatezza delle tue lacrime.

Di admin

1 commento su “L’arma degl’incapaci”
  1. Quando,anni fa,il coro polifonico,di cui facevo parte, è entrato nel carcere di CV ci portavamo dietro tutto il pesante bagaglio mentale su un luogo di separazione e isolamento.ricordo la lunga burocrazia,pur necessaria,per entrare ed oltrepassare la “linea d’ombra” il fuori e il dentro.i lunghi tratti da percorrere dei cortili e corridoi e negli orecchi,il rumore delle porte di ferro che si aprivano e si chiudevano dietro di noi. per poi arrivare nella sala grande dice ci aspettavano …..e dove percepii le traiettorie di sguardi che si incrociavano solo apparentemente sfuggenti e distanti…fino a quando le note non hanno riempito l’aria e i cuori e resa possibile la magia di una comunicazione autentica aldilà delle barriere fisiche e mentali.stavamo tessendo una tela invisibile che ci faceva sentire lontani ma vicini.
    ci stavamo prendendo cura gli uni degli altri in una relazione di parità.
    ringrazio ancora per quella esperienza

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