di Salvatore Cirillo

Questa mattina, 7 maggio 2026, davanti ai cancelli dell’IIS Fermi Pitagora Calvosa –

sede ITIS Fermi di Castrovillari – si è svolto un partecipato sciopero contro la riforma

degli istituti tecnici che entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027.

Alla manifestazione hanno preso parte centinaia di studenti, docenti, personale ATA e

rappresentanti sindacali della FLC CGIL e della CGIL, arrivati anche da numerosi istituti

della provincia di Cosenza. Presenti, inoltre, i candidati a sindaco del Comune di

Castrovillari, Ernesto Bello e Luca Donadio, insieme a diversi candidati al consiglio

comunale e all’assessore regionale Ferdinando Laghi.

Il sit-in si è svolto in un clima di grande partecipazione ed entusiasmo. “TuttI gli alunni

dell’istituto hanno aderito allo sciopero”, hanno raccontato studenti e insegnanti

presenti, determinati a difendere la qualità della scuola pubblica e dell’istruzione

tecnica.

Secondo i promotori della protesta, la riforma comporterebbe una drastica riduzione

del monte ore scolastico, con tagli a discipline considerate fondamentali per la

formazione culturale e professionale degli studenti. Uno dei punti più contestati

riguarda il passaggio dal tradizionale percorso quinquennale a un sistema quadriennale

integrato con due anni di ITS Academy, modello che – secondo sindacati e docenti –

rischia di impoverire la preparazione generale degli studenti e di piegare la scuola alle

esigenze immediate del mercato del lavoro.

Nel corso della manifestazione, i rappresentanti sindacali hanno ribadito il loro netto

rifiuto verso “una riforma calata dall’alto”, accusando il Governo di non conoscere la

realtà quotidiana della scuola italiana. Tra i temi affrontati durante il presidio anche i

problemi legati ai trasporti insufficienti, ai percorsi scuola-lavoro privi di un adeguato

tessuto produttivo territoriale e alla carenza di investimenti strutturali nella formazione

tecnica.

Presenti al presidio anche Andrea Ferrone, segretario generale CGIL Pollino-Sibaritide-

Tirreno, Francesco Piro della FLC CGIL Cosenza, Francesco Lofrano dello SPI CGIL,

Vincenzo Laurito della NIDIL CGIL, Vincenzo Casciaro di Auser Territoriale e Giuseppe

Guido, coordinatore INCA CGIL Calabria.

“La scuola non deve essere smantellata, ma riorganizzata in modo serio e concreto”,

hanno dichiarato alcuni docenti intervenuti durante la protesta. Molti studenti hanno

invece sottolineato il timore che la riduzione delle ore possa compromettere la qualità

della preparazione tecnica e culturale.

Lo sciopero di oggi rientra nella mobilitazione nazionale proclamata dalla FLC CGIL

contro il riordino degli istituti tecnici. Il sindacato chiede il ritiro o almeno il rinvio della

riforma, denunciando pesanti ricadute sulla didattica, sulle condizioni di lavoro del

personale scolastico e sui livelli occupazionali.

Secondo la FLC CGIL, la riforma ridurrebbe gli spazi dedicati alla formazione culturale

di base e penalizzerebbe numerosi insegnamenti tecnico-professionali, con il rischio di

creare una scuola sempre più orientata alle esigenze immediate delle imprese e meno

alla formazione completa dei cittadini di domani.

Torneremo sull’argomento presto, con un approfondimento degli aspetti normativi.

Di admin

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