di Davide Faillace

SPOPOLAMENTO DELLE AREE INTERNE

Negli ultimi anni, il fenomeno dello spopolamento delle aree interne è divenuto una delle questioni più urgenti per il futuro di molti territori italiani. Piccoli centri e realtà locali, un tempo vitali e ricchi di relazioni sociali, si trovano oggi a fare i conti con un progressivo calo della popolazione, soprattutto giovanile, e con la conseguente perdita di servizi, ma soprattutto di opportunità e prospettive.

Nelle prossime settimane ci occuperemo proprio di questo tema, cercando di capire cause, conseguenze e possibili soluzioni attraverso le voci di chi vive e amministra questi territori ogni giorno. Il nostro percorso partirà da Castrovillari, punto di riferimento per l’area del Pollino, per poi estendersi ad altri comuni del comprensorio attraverso una serie di interviste ai sindaci.

Nel caso di Castrovillari, l’analisi dei principali indicatori demografici e socio-economici restituisce un quadro significativo. La popolazione residente si attesta a 20.431 abitanti (dato aggiornato secondo il bilancio demografico, fonte ISTAT 2024/2025), confermando un trend di progressivo calo legato soprattutto all’emigrazione giovanile verso i grandi poli urbani o l’estero.

Analizzando il saldo naturale degli ultimi anni, i numeri evidenziano una criticità strutturale:
• Nascite e decessi: il bilancio è costantemente negativo. Nell’ultimo anno solare completo monitorato, si sono registrati circa 130 nati a fronte di oltre 240 decessi (Fonte: ISTAT, indicatori demografici comunali). Questo divario conferma un invecchiamento costante della popolazione, sebbene l’età media si mantenga leggermente più bassa rispetto alle prime stime, attestandosi oggi tra i 44 e i 45 anni (Fonte: ISTAT, popolazione per età e stato civile).

Anche il sistema scolastico risente di questa dinamica, con una riduzione del numero di iscritti nelle scuole elementari e medie rispetto al decennio precedente. Il tasso di occupazione generale si mantiene su livelli medi inferiori rispetto alle aree urbane della regione, con una forte incidenza del lavoro precario o stagionale. A ciò si aggiunge la presenza di una componente straniera residente, che rappresenta circa il 5-6% della popolazione complessiva (Fonte: ISTAT, cittadini stranieri Castrovillari), una quota stabile che contribuisce a rallentare, pur senza invertire, il decremento demografico.

Abbiamo iniziato con il primo cittadino di Castrovillari per raccogliere una testimonianza diretta su come il fenomeno dello spopolamento stia incidendo sulla città e sulle strategie messe in campo per contrastarlo. A seguire, saranno coinvolti anche i sindaci di Cassano allo Ionio, Frascineto, Morano Calabro, Mormanno, San Basile, San Lorenzo del Vallo, Spezzano Albanese e Terranova da Sibari, con l’obiettivo di costruire un quadro il più possibile completo della situazione nel territorio.

Di seguito, l’intervista al sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito.

INTANTO, GRAZIE PER AVER ACCETTATO LA NOSTRA RICHIESTA DI INTERVISTA. CI STIAMO OCCUPANDO DEL TEMA DELLO SPOPOLAMENTO DELLE AREE INTERNE. DA QUANTO TEMPO RICOPRE LA CARICA DI SINDACO DEL COMUNE DI CASTROVILLARI?
Grazie a voi per questo bel progetto che, come scuola, state portando avanti. Sono contento di poter contribuire, anche perché ho ricoperto l’incarico di sindaco per tredici anni, anche se non ininterrottamente: prima per due anni, poi c’è stato un anno di commissariamento e successivamente altri undici anni consecutivi.

I COMUNI CHE ABBIAMO PRESO IN CONSIDERAZIONE FANNO REGISTRARE UN CONSISTENTE CALO DEMOGRAFICO. SI PUÒ DIRE LO STESSO NEL COMUNE CHE AMMINISTRA?
Sì, il calo demografico è presente. Qui in Calabria perdiamo molti residenti ogni anno, quindi siamo in linea con questo decremento, forse un po’ meno rispetto ad altri comuni; tuttavia, è un problema che interessa tutta la Calabria e, temo, tutto il Sud. Prendo sempre come riferimento una cittadina come Paola, perché spesso si dice che lo spopolamento riguardi solo le aree interne. Paola è una città sul mare che, nella provincia di Cosenza, ha la stazione ferroviaria più grande e funzionante; ha, come Castrovillari, l’ospedale, il tribunale, la struttura carceraria, l’INPS e tanti altri servizi. Eppure è scesa sotto i 15.000 residenti, mentre un tempo aveva numeri simili a Castrovillari. Tant’è vero che alle ultime elezioni è stato adottato il sistema dei comuni più piccoli: sotto i 15.000 abitanti non c’è ballottaggio e viene eletto al primo turno chi prende anche un solo voto in più.

QUALI SONO, A SUO AVVISO, I FATTORI CHE HANNO DETERMINATO QUESTA CRISI DEMOGRAFICA? E IN CHE MODO INCIDONO SULL’ECONOMIA E SULLE ENTRATE DELL’ENTE?
Le cause sono molteplici: un tasso di natalità molto basso, quindi un saldo naturale negativo, e una popolazione sempre più anziana. A ciò si aggiunge l’emigrazione, che c’è sempre stata ma oggi ha caratteristiche diverse: prima si trasferiva la forza lavoro e poi rientrava; oggi i giovani partono e non tornano più, e spesso i genitori li seguono. Quindi, oltre all’emigrazione giovanile, si registra anche quella delle famiglie.

QUALI SONO LE STRATEGIE CHE LA SUA AMMINISTRAZIONE HA MESSO IN ATTO PER CONTENERE GLI EFFETTI DELLO SPOPOLAMENTO?
Le strategie puntano soprattutto a valorizzare il ruolo di Castrovillari come città di servizi. Abbiamo mantenuto e potenziato servizi importanti: il tribunale, ampliato alla fascia ionica; l’INPS, l’Agenzia delle Entrate e l’Archivio di Stato, ospitati in strutture comunali. Abbiamo inoltre incrementato altri servizi, come il centro servizi dell’Ente Parco a Palazzo Gallo e l’UEPE del Ministero della Giustizia. L’obiettivo è consolidare e ampliare i servizi, creando una rete sociale.

Un altro aspetto riguarda le giovani coppie: stiamo ampliando l’offerta formativa e i servizi per l’infanzia, come i nidi. Stiamo costruendo un nuovo asilo nido. Inoltre, promuoviamo il turismo culturale con il marchio “Castrovillari Città Festival”, che porta visitatori e genera indotto economico.

PER INTRODURRE QUESTE AZIONI SI PUÒ ATTINGERE A FONDI COMUNITARI, NAZIONALI O REGIONALI?
Sì, abbiamo lavorato molto in questo senso. Recentemente abbiamo sottoscritto una convenzione con l’Agenzia per la Coesione Territoriale per oltre cinque milioni di euro, destinati in gran parte ad attività immateriali: laboratori, iniziative e progetti, tra cui un ristorante sociale. Una parte dei fondi è dedicata alla creazione di nuova occupazione.

Oggi i Comuni hanno una limitata capacità di spesa autonoma, quindi è fondamentale intercettare finanziamenti esterni. Noi siamo riusciti a realizzare investimenti tra i 70 e gli 80 milioni di euro.

L’ENTE COMUNALE QUANTO PERSONALE UTILIZZA PER LE ESIGENZE DELLA COMUNITÀ?
Attualmente abbiamo circa 150 dipendenti. Negli ultimi tempi abbiamo effettuato nuove assunzioni e ne sono previste altre, ad esempio per il canile comunale. Inoltre, ci avvaliamo di collaborazioni esterne per diversi servizi, come la raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle reti idrica e fognaria e la gestione di beni comunali.

I GIOVANI SONO SEMPRE MENO E HANNO MENO SPAZI A DISPOSIZIONE. LA SUA AMMINISTRAZIONE HA INTRODOTTO POLITICHE GIOVANILI PER CONTRASTARE L’ESODO?
Il problema è legato soprattutto alle opportunità lavorative. L’ente pubblico può contribuire con nuove assunzioni, ma lo sviluppo deve essere anche endogeno, valorizzando le risorse locali. Ad esempio, la riscoperta della cipolla bianca ha generato nuove opportunità economiche.

Abbiamo inoltre creato molti spazi: il Teatro Vittoria, una piazza, una biblioteca per bambini e un centro di socializzazione in via Polisportivo. A Pietrapiana stiamo recuperando un grande immobile che ospiterà attività per giovani, tra cui eventi, laboratori e spazi per musica e teatro. Questi interventi sono finanziati anche dal PON Metro “Città Medie Sud”.

COME IMMAGINA CASTROVILLARI TRA 25 ANNI?
Innanzitutto spero di esserci! Io non sono tra quelli che seguiranno i figli: anche se mio figlio vive in Spagna, io resto legato a Castrovillari. Tra venticinque anni spero di vedere una città in crescita, sia demografica sia nei servizi, capace di continuare a essere un punto di riferimento per il territorio.

Aggiungiamo con orgoglio che la nostra inchiesta, dalla prossima intervista, sarà ospite della testata online ABM Report. Per questo ringraziamo Vincenzo Alvaro e Michele Martinisi.

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