di Rebecca Bellizzi

Ho frequentato l’Istituto Tecnico Industriale. Nei primi due anni (biennio) ho studiato a Castrovillari, presso l’ITIS “Enrico Fermi”. Successivamente ho proseguito gli studi nel triennio con indirizzo Informatica all’ITIS “Monaco” di Cosenza.

Per quanto riguarda soprattutto il triennio, la struttura della scuola è rimasta in gran parte simile. Tuttavia, nel tempo sono cambiate alcune discipline, in particolare a livello laboratoriale. All’epoca si svolgevano tipologie di laboratorio diverse rispetto a quelle attuali, mentre oggi sono state introdotte nuove materie e nuove attività pratiche.

Il rapporto tra insegnanti e studenti, ai miei tempi, era molto diverso rispetto a oggi. Nonostante ciò, conservo dei bei ricordi, soprattutto di alcuni docenti che sono stati fondamentali nella mia formazione, in particolare quelli di Informatica, Matematica e Sistemi. Alcuni insegnanti avevano un approccio più distante nei confronti degli studenti, ma nel complesso il ricordo è positivo.

All’epoca l’Istituto Tecnico era una scuola prevalentemente maschile. Sia nel biennio sia nel triennio, nelle mie classi non erano presenti ragazze. Le poche studentesse che frequentavano il tecnico erano generalmente indirizzate al corso di Chimica. Di conseguenza, nella mia esperienza scolastica non si sono mai poste particolari questioni legate alle relazioni tra i sessi.

La scuola mi ha insegnato soprattutto la capacità di imparare in modo autonomo e di informarmi. All’epoca reperire materiale era molto più difficile rispetto a oggi: bisognava andare in biblioteca o affidarsi a enciclopedie cartacee. Questo rendeva lo studio più impegnativo, ma anche più formativo, perché richiedeva maggiore impegno e concentrazione.

Oggi, oltre alle conoscenze scolastiche, è fondamentale trasmettere valori importanti e instaurare un rapporto solido con gli studenti. Le problematiche che i ragazzi affrontano oggi sono numerose e complesse, come dimostrano anche i fatti di cronaca quotidiana. Per questo motivo è essenziale creare un rapporto di fiducia che possa aiutare gli studenti a gestire le difficoltà.

A mio avviso sarebbe fondamentale fornire agli studenti una maggiore consapevolezza dei pericoli legati all’uso di Internet e delle nuove tecnologie, considerando l’uso continuo e spesso incontrollato di smartphone e computer. Sarebbe opportuno dedicare più ore specifiche a questo tema, perché l’educazione civica da sola non è sufficiente.
Inoltre, dal punto di vista organizzativo, immagino una scuola più dinamica, non limitata alle tradizionali cinque o sei ore di lezione. Prolungare la permanenza a scuola con attività condivise potrebbe favorire una maggiore familiarità tra studenti e docenti e portare a risultati educativi migliori.

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