di Gabriele Le Voci

Da quando Donald Trump è tornato alla guida degli USA si sono susseguiti una serie di eventi che destabilizzano il principio democratico su cui si fonda la nazione e la rendono sempre più simile a un regime autoritario.

I suoi sostenitori sono i MAGA, che prendono il nome dall’acronimo dello slogan “Make America Great Again” usato dal presidente, e dal suo staff, durante la campagna elettorale che lo ha visto vincente nel Novembre del 2024. Sono generalmente uomini e donne bianchi degli stati del sud fortemente conservatori, apertamente razzisti, omofobi e spesso misogini, esponenti di una destra sociale ed economica, eredi della corrente neoliberista di Reagan (da cui ha origine lo slogan).

Nell’ultimo mese le notizie più discusse sono state tre: la cattura del presidente del Venezuela Maduro, il caos civile causato dall’ICE culminato nell’uccisione di Renee Good e Alex Pretti davanti gli occhi di tutto il mondo ed il rilascio, seppur parziale, degli Epstein files.

Analizziamole una alla volta partendo da ciò che è successo in Venezuela. Nella notte del 3 Gennaio gli Stati Uniti hanno compiuto un’operazione militare a Caracas volta alla deposizione ed alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro; atto che ignora il diritto internazionale e pone gli USA come poliziotti autoproclamati del mondo e che esplicita la visione imperialista degli stessi. Visione confermata dallo stesso Trump con la dichiarazione di prendere possesso, anche tramite l’uso della forza militare se necessario, della Groenlandia, territorio indipendente legato al Regno di Danimarca.

Oltre ai problemi internazionali, gli Stati Uniti stanno vivendo una crisi interna dovuta alle politiche sull’immigrazione del governo applicate in maniera assolutamente discutibile dall’ICE.

Cos’è l’ICE?

L’ICE è un’agenzia federale che si occupa del controllo dell’immigrazione; fondata durante l’amministrazione Bush, ma con Trump ha iniziato ad essere una vera e propria milizia sotto il comando diretto del presidente. Quest’agenzia ha scatenato molto sdegno nella popolazione civile per via dei suoi modi violenti che ricordano le SS della Germania nazista. Il culmine è stato raggiunto il 7 Gennaio a Minneapolis, Minnesota quando un agente dell’ICE ha ferito a morte Renee Good, una civile disarmata che passava con la macchina vicino ad una pattuglia, la scena è stata ripresa ed ha fatto il giro del mondo. Ciò ha portato ad una polarizzazione del popolo statunitense, da una parte i MAGA che difendono le azioni dell’agente e dell’organizzazione in generale e dall’altra migliaia di cittadini di tutti gli stati federali che condannano l’operato dell’ICE e chiedono lo smantellamento dell’agenzia; un tale livello di tensione e divisione interna non era stato raggiunto dai tempi della guerra in Vietnam.

In molti ipotizzano che l’attacco al Venezuela e le crisi interne siano utilizzate dalla Casa Bianca per distogliere l’attenzione dal rilascio degli Epstein files avvenuto nelle scorse settimane, difatti il nome di Trump è spesso citato nei file dal ex finanziere Jeffrey Epstein, “presumibilmente” morto suicida nel 2019, accusato di abuso di minori e traffico di esseri umani, operazione in cui sembra coinvolta una parte importante dell’élite mondiale.

Si può dunque dire che gli Stati Uniti sotto la guida di Trump stanno prendendo una deriva di stampo autocratico in completa opposizione ai principi costituenti della nazione stessa sanciti nella dichiarazione di indipendenza che quest’anno compie 250 anni.

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