di Diego Martinisi e Francesco Severino

Il legame viscerale tra Castrovillari e la sua squadra di calcio è scolpito persino nella toponomastica cittadina: dal viale dedicato a un presidente storico al largo intitolato ai padri fondatori. Una narrazione urbana che testimonia l’importanza sociale dei Lupi del Pollino, una realtà che ha segnato profondamente la storia sportiva della Calabria.

La società nasce nel 1921 con la fondazione della Polisportiva Castrovillari, che comprendeva diverse discipline. Il calcio era guidato dai fratelli Filpo: Carlos, che fu anche il primo allenatore, seguito dal fratello Luigi, il quale portò avanti l’attività calcistica per decenni. Proprio a loro due, pionieri del calcio castrovillarese, è intitolato da alcuni anni il piazzale antistante lo stadio “Mimmo Rende”, l’impianto dove gioca il Castrovillari Calcio.

La società rossonera ha toccato il suo massimo splendore sotto la guida del presidente Agostino Caligiuri, figura indimenticabile che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più importanti della storia del Castrovillari Calcio e al quale è stato intitolato il viale nella sua Cammarata. Imprenditore agricolo, profondamente amato dall’intera comunità, Caligiuri fu una guida per tanti lavoratori e per i tifosi rossoneri. Sotto la sua presidenza il Castrovillari conquistò la storica promozione in Serie C2. Era il 17 aprile 1994, allo stadio “Mimmo Rende”: al termine dell’incontro Castrovillari-Paolana, concluso sull’1-0 grazie a una punizione di Baratto, esplose la festa per il primo, storico ingresso tra i professionisti. Da quel momento Castrovillari visse il periodo più importante della sua storia, con sette campionati consecutivi in Serie C2, dal 1994-95 al 2000-01, raggiungendo anche posizioni di vertice.

Negli anni Duemila, con la retrocessione in Serie D, la società fu gestita da Nino Di Dieco, professionista stimato e grande appassionato di calcio, che ha ricoperto incarichi di prestigio come dirigente FIGC e ispettore COVISOC per la revisione dei bilanci delle squadre di Serie B e C. Tuttavia, lo stesso periodo rappresenta anche uno dei capitoli più dolorosi della storia del Castrovillari: la vendita del titolo sportivo al Cosenza costrinse i Lupi del Pollino a ripartire dalla Promozione, un durissimo colpo per la città e per i tifosi rossoneri.

La rinascita arrivò grazie a un altro imprenditore animato da grande passione calcistica, Antonio Ioele, che sotto la guida degli allenatori Perrone e Viola conquistò due storiche promozioni, riportando il Castrovillari in Serie D. Una pagina che ancora oggi occupa un posto di rilievo negli annali del calcio cittadino. Successivamente, prima Carlo Astorino e poi soprattutto Alessandro Di Dieco dimostrarono come passione, determinazione e professionalità potessero ancora produrre risultati importanti. Proprio Di Dieco riuscì a mantenere in vita il Castrovillari per diversi anni, centrando anche una nuova risalita dall’Eccellenza grazie alla storica vittoria nella finale playoff contro l’Agropoli.

Dopo l’uscita di scena di Di Dieco, il calcio a Castrovillari ha vissuto un periodo di difficoltà e declino: la retrocessione nuovamente in Eccellenza e, oggi, una società rinnovata, composta in gran parte da dirigenti forestieri che, dopo la salvezza ottenuta nei playout della scorsa stagione, si trova a lottare nelle retrovie per mantenere la categoria. Un obiettivo difficile, che i tifosi sperano possa essere raggiunto per evitare un’ulteriore retrocessione, la quale segnerebbe un colpo pesantissimo per una delle società più blasonate del calcio dilettantistico calabrese.

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