di Gabriele Le Voci
A più di ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il diritto internazionale sta attraversando una crisi mai vista prima nella storia contemporanea. Le cause possono essere ricondotte principalmente a un colpevole: gli Stati Uniti d’America.
L’attacco del 28 febbraio 2026, condotto da USA e Israele nei confronti dell’Iran, non è certo il primo caso di violazione delle norme internazionali, ma è il più eclatante e recente; l’attacco è considerato, da diverse fonti, illegale e non conforme ai trattati che regolano i rapporti tra Stati, oltre a non essere lecito secondo la stessa Costituzione degli USA, poiché prima dell’attacco il Congresso degli Stati Uniti non ne ha concesso l’autorizzazione.
Non è certo la prima, né sarà l’ultima volta, che la cosiddetta “patria della libertà” si assume, autoproclamandosi, il compito di polizia del mondo: un ruolo che in passato poteva, almeno per l’opinione pubblica generalista, essere giustificato dalla Guerra fredda, ma che oggi è completamente inaccettabile. Eppure nessuno può (o forse vuole) fare nulla a riguardo: le organizzazioni internazionali non possono fare molto, come l’ONU, la quale, avendo gli Stati Uniti tra i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza e godendo questi del diritto di veto, ha le mani legate.
In passato, però, questo meccanismo era più occulto: pur facendo sempre i propri comodi e perseguendo i propri interessi, gli americani cercavano di rispettare, perlomeno dal punto di vista formale, la sacralità delle istituzioni internazionali, aggirandone i limiti imposti. Al contrario, l’amministrazione Trump, da quando è tornata al potere della prima potenza economica globale, ha completamente ignorato le direttive imposte e, in alcuni casi, ha persino abbandonato alcune organizzazioni come la WHO (World Health Organisation).
Tutto ciò mina le basi del diritto internazionale e permette anche ad altri Paesi di non rispettarlo e ignorarlo, primo fra tutti lo Stato di Israele, che bombarda, conquista e opprime lo Stato e il popolo palestinese e non solo, poiché fa da padrona, con il sostegno americano, in Medio Oriente.
La credibilità e il rispetto delle agenzie sovrastatali sono ormai in forte calo. Lo stesso Tajani, nostro Ministro degli Affari Esteri, ha recentemente affermato che “il diritto [internazionale] è importante fino a un certo punto”.
Fin quando le grandi potenze mondiali regneranno indisturbate, il diritto internazionale potrà considerarsi obsoleto.
