Di Christian Colautti, Nicolò Donato e Mario Lombardi

Negli ultimi mesi, tra il 2025 e l’inizio del 2026, il prezzo della RAM è diventato uno dei temi più discussi nel mondo dell’informatica. Chi ha provato ad assemblare un PC o ad aggiornare il proprio computer se n’è accorto subito: i costi sono aumentati in modo evidente, in alcuni casi anche drastico. Ma cosa sta succedendo davvero al mercato della memoria?
Alla base dell’aumento dei prezzi c’è una domanda globale sempre più elevata. L’espansione dell’intelligenza artificiale e dei grandi data center ha spinto le aziende tecnologiche ad acquistare enormi quantità di RAM ad alte prestazioni. I principali produttori di memoria hanno quindi concentrato la loro produzione su questo settore, riducendo la disponibilità di moduli destinati al mercato consumer. Il risultato è stato un inevitabile aumento dei prezzi per gli utenti comuni.
A complicare ulteriormente la situazione c’è il passaggio tecnologico dalla DDR4 alla DDR5. La nuova generazione di RAM garantisce prestazioni migliori, ma richiede processi produttivi più complessi e costosi. Allo stesso tempo, molte fabbriche hanno ridotto la produzione di DDR4, causando un rialzo dei prezzi anche per una tecnologia che, fino a poco tempo fa, era considerata economica e accessibile.
Il contesto globale non aiuta. Problemi legati alla catena di approvvigionamento, costi di produzione più alti e tensioni internazionali continuano a rendere instabile il settore dei semiconduttori. Inoltre, molti produttori e rivenditori stanno anticipando gli ordini per evitare future carenze, svuotando rapidamente i magazzini e alimentando ulteriormente la pressione sui prezzi.
Gli effetti sul mercato sono sotto gli occhi di tutti. I moduli DDR5 hanno registrato aumenti molto consistenti rispetto all’anno precedente, mentre anche la DDR4 ha smesso di essere una soluzione realmente economica. Questo si traduce in computer più costosi, sia per chi acquista un nuovo dispositivo sia per chi vuole semplicemente migliorare le prestazioni del proprio sistema.
Guardando al futuro, la situazione potrebbe però cambiare. Diversi fattori fanno pensare a una possibile riduzione della crisi, anche se non nel breve periodo. L’apertura di nuove fabbriche di semiconduttori, prevista tra il 2027 e il 2028, potrebbe aumentare l’off erta di RAM e contribuire a un riequilibrio del mercato. Allo stesso tempo, una stabilizzazione della domanda legata all’intelligenza artifi ciale potrebbe ridurre la pressione sulle scorte.

Come spesso accade nel settore tecnologico, anche il mercato della memoria segue cicli ben precisi: dopo fasi di forte carenza e prezzi elevati, può arrivare un periodo di maggiore disponibilità e calo dei costi. Tuttavia, secondo le previsioni attuali, il 2026 resterà ancora un anno diffi cile per chi deve acquistare RAM.

In conclusione, l’aumento dei prezzi della RAM non è un fenomeno temporaneo né casuale, ma il risultato di cambiamenti profondi nel mercato tecnologico globale. Una vera normalizzazione dei prezzi richiederà tempo, ma nel medio-lungo periodo non è escluso un ritorno a condizioni più favorevoli per i consumatori.

Conviene comprare ora o aspettare tempi migliori?

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