di Gabriele Le Voci

Domenica 24 e lunedì 25 maggio si terranno le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco della città di Castrovillari. Per l’occasione, la redazione di Abaco ha organizzato un evento, ospitato nell’auditorium del nostro istituto, nella sede Pitagora, durante il quale gli studenti hanno avuto l’opportunità di rivolgere alcune domande sui temi delle politiche giovanili e della scuola ai quattro candidati alla carica di primo cittadino: Ernesto Bello, Anna De Gaio, Luca Donadio ed Eugenio Salerno.

Dopo l’accoglienza e i ringraziamenti del nostro Dirigente scolastico, Raffaele Le Pera, si è entrati nel vivo del confronto attraverso riflessioni e dibattiti ispirati dalle domande degli studenti. Ritengo opportuno sottolineare che questa è stata la prima occasione in cui i quattro candidati si sono incontrati e confrontati pubblicamente dall’inizio della campagna elettorale: un elemento che pone la scuola al centro della comunità cittadina.

QUALE SONO LE MOTIVAZIONI CHE VI HANNO SPINTO A CANDIDARVI ALLA CARICA DI SINDACO PER LA CITTÀ DI CASTROVILLARI? 

Ad aprire il confronto è Eugenio Salerno, candidato della lista civica “Futuro Castrovillari”, che afferma di essersi candidato per offrire alla comunità un’alternativa alle ultime amministrazioni comunali guidate dal PD, definendosi un fiero uomo di destra. Sostiene inoltre che la sua campagna elettorale non sia fondata sulle classiche promesse della politica, ma su una proposta diversa dal consueto.

Segue l’intervento di Luca Donadio, sostenuto da diverse liste civiche, che dichiara di sentirsi pronto, dopo anni di esperienza, a rappresentare la propria città. Propone cambiamento e innovazione, con particolare attenzione al contrasto dello spopolamento e al rilancio del prestigio di Castrovillari sul territorio, sintetizzando il suo pensiero nella frase: «Non amo Castrovillari così com’è e non voglio rassegnarmi a vederla così».

Successivamente prende la parola Ernesto Bello, candidato del PD, che apre il suo intervento con le parole: «La mia generazione è piena di idee ed è abbastanza matura e responsabile per poter amministrare». Il punto centrale del suo discorso è l’assunzione di responsabilità: vivere la politica in prima persona, senza limitarsi ad accettare le decisioni altrui. Sottolinea inoltre che le sue non sono semplici promesse, ma idee sostenute da concretezza economica e da un impatto reale sulla comunità cittadina. Fa anche riferimento al risultato del referendum costituzionale, interpretandolo come un segnale di distacco della popolazione dalle scelte del governo centrale di centrodestra e come un auspicio di maggiore consapevolezza politica da parte dei cittadini.

Chiude il primo giro di interventi Anna De Gaio, candidata della coalizione di centrodestra, affermando: «La mia candidatura nasce da un confronto quotidiano con la città». Mette in evidenza la sua esperienza politica e il forte impegno sociale, sportivo e scolastico, anche in virtù della sua professione di docente. Si dichiara sempre disponibile all’ascolto dei giovani e sottolinea che il suo programma non si basa su promesse, ma su impegni concreti, tra cui la costruzione di una grande comunità cittadina.

NOI GIOVANI CI SENTIAMO SPESSO TRASCURATI DALLA POLITICA E VENIAMO DESCRITTI COME DISINTERESSATI. IN REALTÀ, È LA POLITICA STESSA CHE SEMBRA INTERESSARSI POCO A NOI. IN CASO DI VITTORIA, QUALI AZIONI CONCRETE INTENDETE METTERE IN CAMPO PER COINVOLGERE I GIOVANI E RISPONDERE DAVVERO AI NOSTRI BISOGNI E ALLE NOSTRE ESIGENZE?

Luca Donadio sostiene che la politica si interessi ai giovani solo quando può utilizzarli come strumento e che molti ragazzi siano ormai disillusi a causa della mancanza di modelli ideologici di riferimento. Tuttavia, riconosce nei giovani una forte attenzione verso le tematiche sociali e l’attivismo. Propone quindi di ascoltare le loro richieste attraverso l’istituzione di un assessorato all’istruzione e la creazione di un Consiglio comunale degli studenti, che possa portare all’attenzione dell’amministrazione le problematiche giovanili e suggerire possibili soluzioni.

Ernesto Bello evidenzia il disallineamento tra politica nazionale e giovani e propone di contrastarlo attraverso diversi progetti: la creazione di spazi dedicati ai ragazzi, la rifunzionalizzazione del Villaggio scolastico nelle ore pomeridiane e durante il periodo estivo per attività extrascolastiche, la realizzazione di una rete di piste ciclabili per collegare scuole e luoghi di aggregazione e, infine, l’attuazione di un progetto già approvato dal Consiglio comunale per istituire un Consiglio comunale dei giovani.

Anna De Gaio punta invece sulla creazione di aree dedicate alle attività sportive e all’aggregazione sociale, con l’obiettivo di favorire il rispetto reciproco tra i giovani e le istituzioni. Ritiene inoltre importante instaurare un collegamento con l’Università della Calabria per sostenere progetti rivolti alla città. La candidata afferma anche di voler valorizzare progetti e figure dedicate ai giovani già avviati in passato, ma che non hanno ottenuto i risultati sperati, prestando particolare attenzione alle persone diversamente abili.

Per Eugenio Salerno, il coinvolgimento dei giovani dovrebbe concretizzarsi attraverso la loro partecipazione diretta alla vita politica cittadina, affiancando cinque ragazzi ai cinque assessori comunali per favorire un confronto generazionale. Un altro punto centrale del suo programma riguarda la creazione di spazi e punti ricreativi per gli studenti pendolari che ogni giorno raggiungono Castrovillari per studiare e che spesso si trovano senza luoghi adeguati dove sostare durante il pomeriggio.

I GIOVANI SONO SEMPRE MENO E HANNO A DISPOSIZIONE SEMPRE MENO SPAZI E OPPORTUNITÀ. IL NOSTRO TERRITORIO STA VIVENDO UN FORTE IMPOVERIMENTO DI CAPITALE UMANO, CON MOLTI RAGAZZI COSTRETTI A LASCIARE DOPO ESSERE STATI FORMATI QUI.QUALI POLITICHE GIOVANILI INTENDETE ADOTTARE PER CONTRASTARE QUESTO FENOMENO E CREARE LE CONDIZIONI AFFINCHÉ I GIOVANI POSSANO RESTARE E COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO QUI?

Ernesto Bello afferma che l’obiettivo della politica non debba essere quello di impedire ai giovani di partire, ma di creare le condizioni affinché possano tornare. Per questo propone politiche orientate allo sviluppo socioeconomico, come l’aumento degli spazi di confronto e la creazione di opportunità attraverso il finanziamento di start-up e attività commerciali mediante il progetto “Io resto”.

Anna De Gaio sostiene invece che «il nostro obiettivo è quello di fare in modo che Castrovillari offra ragioni concrete per rimanere». Per raggiungere questo traguardo propone la realizzazione di spazi di coinvolgimento, il finanziamento di attività sportive e culturali e la creazione di uno sportello informativo dedicato ad aziende e cittadini sui bandi regionali e statali.

Per Eugenio Salerno è fondamentale affiancare le scuole con percorsi di formazione professionale e valorizzare il territorio del Pollino, considerato una grande risorsa. Ritiene inoltre necessario puntare sullo sviluppo del settore agroalimentare, elemento centrale per l’economia e la cultura della città.

Luca Donadio afferma che non sia possibile fermare completamente lo spopolamento, altrimenti le amministrazioni precedenti ci sarebbero già riuscite. Tuttavia, sostiene che non ci si possa rassegnare e che sia necessario investire nello sviluppo tecnologico, nell’informazione dei cittadini e nella formazione di personale altamente qualificato, soprattutto nel settore agricolo.

DOPO IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, LE SCUOLE SUPERIORI DI CASTROVILLARI SONO STATE ACCORPATE, MA CONTINUANO A ESSERCI GRAVI CRITICITÀ STRUTTURALI: NELLA NOSTRA SCUOLA, AD ESEMPIO, LA PALESTRA È INAGIBILE DA ANNI E LA BIBLIOTECA NON È ACCESSIBILE.PUR ESSENDO COMPETENZA DELLA PROVINCIA, IL COMUNE INTENDE ASSUMERE UN RUOLO PIÙ INCISIVO PER SOLLECITARE INTERVENTI CONCRETI E RISOLVERE QUESTE SITUAZIONI?

Secondo Anna De Gaio, il Comune deve collaborare con i dirigenti scolastici e fungere da ponte con Provincia e Regione per risolvere i problemi e raggiungere obiettivi concreti. Ritiene importante valorizzare il ruolo delle strutture scolastiche e portare a termine i finanziamenti già stanziati per la manutenzione e per nuovi progetti.

Eugenio Salerno sostiene invece che il Comune debba sostituirsi alla Provincia quando quest’ultima non interviene tempestivamente, causando disagi alla comunità scolastica, pur ribadendo che il primo passo debba essere sempre quello di sollecitare l’ente competente.

Luca Donadio denuncia una gestione errata del dimensionamento scolastico da parte della Regione e della Provincia di Cosenza. Ritiene che il Comune abbia il dovere di mediare e intervenire quando gli enti competenti tardano a risolvere i problemi, parlando della necessità di fare “resistenza territoriale”.

Ernesto Bello sottolinea invece che «tra gli enti e le istituzioni ci deve essere confronto e non scontro». Ricorda che in passato il Comune ha già svolto un ruolo di mediazione con gli enti territoriali e dichiara di voler continuare su questa strada, precisando però che, dal punto di vista legale, il Comune non può sostituirsi alla Provincia nelle competenze che non gli appartengono. Conclude affermando che il dimensionamento scolastico rischia di penalizzare le piccole realtà.

LA NOSTRA È UNA SCUOLA TECNICA, MOLTI DI NOI DOPO IL DIPLOMA NON SI ISCRIVONO ALL’UNIVERSITÀ, MA INIZIANO DIRETTAMENTE LA RICERCA DI UN’OCCUPAZIONE.IN CHE MODO UN’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PUÒ FAVORIRE CONCRETAMENTE L’INCONTRO TRA GIOVANI DIPLOMATI E REALTÀ DEL TERRITORIO, CREANDO OPPORTUNITÀ OCCUPAZIONALI REALI?

«È fondamentale che l’amministrazione mantenga un rapporto privilegiato con l’università», afferma Eugenio Salerno, aggiungendo la volontà di creare uno sportello di supporto alle attività giovanili e di sostenere le aziende locali per favorire la nascita di nuovi posti di lavoro.

Per Luca Donadio è invece fondamentale investire nell’Alternanza Scuola-Lavoro, oggi denominata Formazione Scuola-Lavoro (in precedenza PCTO), e creare un collegamento stabile tra studenti e Comune, così da facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso il contatto diretto con le aziende del territorio.

Anche Ernesto Bello ribadisce l’importanza di favorire il passaggio dalla scuola al lavoro tramite progetti come la “Città delle arti e dei mestieri” e la “Banca della terra”, che potrebbero contribuire alla crescita economica e aumentare il valore aggiunto della città.

Anna De Gaio afferma invece che «restare sul territorio non deve essere una rinuncia, ma una scelta», raccontando l’esperienza del figlio che ha deciso di rimanere a Castrovillari per avviare un’attività. Per permettere a sempre più giovani di fare lo stesso, ritiene necessario creare occasioni di confronto, valorizzare il territorio e dare continuità ai percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro.

CHE TIPO DI RAPPORTO E DI COLLABORAZIONE INTENDETE METTERE IN ATTO CON LE SCUOLE CITTADINE?

Secondo Luca Donadio, deve esistere un rapporto privilegiato con le scuole, fondato sull’ascolto e sulla presenza concreta delle istituzioni. «Vogliamo i cittadini dentro la nostra comunità da quando sono studenti», afferma, sostenendo che la scuola renda liberi. Per questo propone la creazione di un tavolo permanente tra Comune e rappresentanti degli istituti scolastici, affinché gli studenti sviluppino un forte senso di appartenenza alla città.

Ernesto Bello dichiara invece che «ai ragazzi le parole non servono, servono i gesti» e che il rapporto con le scuole debba essere quotidiano e concreto. Propone di estendere alle scuole superiori il comitato già esistente per le scuole primarie e secondarie di primo grado e di applicare i patti educativi. Il messaggio conclusivo del suo intervento è quello di non delegare le scelte agli altri, ma di assumersi le proprie responsabilità.

Anna De Gaio ribadisce la propria disponibilità alla collaborazione, dichiarando: «Sono a vostra disposizione per collaborare sempre di più e per costruire una Castrovillari straordinaria». Sottolinea inoltre come i giovani possano offrire prospettive differenti e quanto sia quindi importante ascoltare le loro idee e le loro segnalazioni.

Chiude il confronto Eugenio Salerno con una riflessione conclusiva: «Se la scuola è debole i giovani sono deboli, se la scuola è forte la comunità è sempre più forte».

Una bel pomeriggio per la nostra redazione e speriamo anche per la scuola intera e la nostra comunità cittadina.

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